Il groviglio di Arianna
Le mura del tuo labirinto ingannano la ragione
e ora non esiste possibilità di fuga alcuna
senza dover rinnegare il tuo nome.
Avanzo per trovare il centro della spirale,
incontrare il guardiano che vi dimora,
sfidare e sconfiggere il suo volto fatuo
o ridefinire i contorni della mia anima.
Provo a inoltrarmi tra le paure più nascoste
dove si insinuano tutte le indecisioni,
dove il coraggio sprofonda annichilito
sotto il peso di intenzioni appena accennate.
Le mura si muovono attorno a miei occhi immobili,
il cammino scorre come l’acqua nei fiumi.
in un eterno fluire di percezioni interrotte,
scaturite da una fonte inaccessibile
poi scivolate via con la corrente
e forse evaporate non senza memoria.
Abbiamo confidato nel tempo che ritorna
per trovare risposte alle nostre eterne domande
ma quelle paure non ci hanno abbandonato
e ancora ci spingono verso un limbo di dubbi e ombre.
Così in un gioco in cui la mente ci confonde
solo il cuore ingenuo prova a farci da guida.
Ripercorriamo i nostri passi a ritroso,
riavvolgendo i fili di emozioni aggrovigliate
per trovare forse alla fine quell’unica chiave
una forza capace di aprire le porte del destino
e indicarci la via per il sentiero della luce.





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